I giorni della libertà

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01 aprile 1944: Via della Certosa (mura esterne)
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18 aprile 1945: Bonvicini Otello
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21 aprile 1945: via Caravaggio
Descrizione LapideBentivogli GiuseppeVincenzi Sante
21 aprile 1945: Via Caravaggio
 NELLA NOTTE SUL 21 APRILE 1945GIUSEPPE BENTIVOGLI SOCIALIS...
21 aprile 1945: Liberazione Bologna
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21 aprile 1945: Porta Maggiore
  DA QUESTA PORTA,LA MATTINA DEL 21 APRILE 1945,ENTRARONO ...
25 aprile 1945: Via dello Scalo
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25 aprile 1945: Via Pietralata
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25 aprile 1945: Via della Crocetta
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25 aprile 1945: Medaglia d'Oro
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25 aprile 1945: Via Giuseppe Bentivogli
La Lapide ricorda i nomi di trentatre caduti della zona di v...
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Rispoli Luigi

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Rispoli Luigi nasce il 21 Settembre 1925 a Napoli. Nel 1943 è domiciliato a Bologna.

Milita nella 36ª brigata Bianconcini Garibaldi con funzione di caposquadra e opera sullʼAppennino tosco-emiliano.

Rimane gravemente ferito negli scontri che si tennero a S. Maria di Purocelo (Brisighella - RA), tra il 10 e il 13 Ottobre 1944. Quando il grosso della brigata, sotto la pressione tedesca, deve spostarsi verso Forlì, è lasciato nella canonica della chiesa di Cavina (Fognano -RA), con altri sei partigiani feriti e intrasportabili. Restano con loro, per curarli, il medico Ferruccio Terzi, lo studente in medicina Renato Moretti e gli infermieri partigiani Sergio Minozzi e Laura Guazzaloca. Vengono tutti catturati dai tedeschi, e trasferiti nellʼospedale di Brisighella. Hanno salva la vita perché due militari tedeschi, catturati dai partigiani, testimoniano di essere stati curati e «trattati bene». È la prima volta, a quanto risulta, che i tedeschi rispettano un patto fatto con i partigiani per risparmiare la vita ai feriti.

Quando le brigate nere di Faenza (RA) sono informate della cosa fanno irruzione e li catturano. Trasportato a Bologna, con la maggior parte dei suoi compagni, Rispoli viene fucilato, dopo essere stato torturato, tra il 18 e il 20 Ottobre 1944.

Riconosciuto partigiano dallʼ1 Aprile 1944 al 20 Ottobre 1944. Gli è stata conferita la medaglia dʼargento al valor militare alla memoria con la seguente motivazione: «Diciottenne, il padre deportato in Germania, accorreva volontario tra i difensori della patria libertà. In numerosi combattimenti fece rifulgere le proprie doti di audacia, primo sempre in ogni cimento. Durante unʼazione di pattuglia, sorpreso da forze preponderanti, veniva catturato dopo furibondo corpo a corpo. Sottoposto alle più dure sevizie fermamente rifiutò ogni confessione.

Solo dinanzi al plotone di esecuzione le labbra si dischiusero in un ultimo, ardente appello alla Patria adorata. Fulgido esempio di civiche virtù e di militare fermezza». 20 ottobre 1944.

 

 

Il monumento

Il poligono di tiro

Bagni Alfonso

Bordini Nino

Borghi Giovanni

Brini Adelmo

Guazzaloca Laura

Guerra Mario

Menzolini Romolo

Minozzi Sergio Giulio

Moretti Renato

Muratori Pietro

Ottonelli Attilio

Pasciuti Iliano

Terzi Ferruccio

Toni Teodosio

Giù