I giorni della libertà

01 aprile 1944: Remigio Venturoli
Remigio Venturoli è prelevato dai fascisti nel panificio di...
01 aprile 1944: Via della Certosa (mura esterne)
Francesca Edera De Giovanni, Attilio Diolaiti, Egon Brass, D...
18 aprile 1945: Bonvicini Otello
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18 aprile 1945: Via Scandellara
Il gruppo di tredici partigiani appartenenti alla 7ª GAP Gi...
18 aprile 1945: Gruppi Pietro
       Gruppi Pietro. Nasce il 28...
21 aprile 1945: via Caravaggio
Descrizione LapideBentivogli GiuseppeVincenzi Sante
21 aprile 1945: Via Caravaggio
 NELLA NOTTE SUL 21 APRILE 1945GIUSEPPE BENTIVOGLI SOCIALIS...
21 aprile 1945: Liberazione Bologna
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21 aprile 1945: Porta Maggiore
  DA QUESTA PORTA,LA MATTINA DEL 21 APRILE 1945,ENTRARONO ...
25 aprile 1945: Via dello Scalo
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25 aprile 1945: Via Pietralata
Lapide alla memoria dei partigiani comunisti caduti nella Lo...
25 aprile 1945: Via della Crocetta
  Lapide dedicata ai tredici partigiani del rione caduti n...
25 aprile 1945: Medaglia d'Oro
   Descrizione lapide
25 aprile 1945: Via Giuseppe Bentivogli
La Lapide ricorda i nomi di trentatre caduti della zona di v...
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D'Agostino Francesco

 

DʼAgostino Francesco. Nasce il 2 Febbraio1882 a Cassano allo Ionio (CS). Nel 1943 è residente a Imola. Si laurea in medicina e diventa primario chirurgo.

Presta servizio medico negli ospedali militari delle zone di guerra e nel febbraio 1919 si trasferisce ad Imola, dove trova impiego come direttore dell'ospedale militare.

Dopo il congedo ottiene la nomina di primario chirurgo nell'ospedale civile.

Il 25 Luglio 1943 fa parte del comitato unitario delle forze antifasciste costituitosi ad Imola per coordinare le manifestazioni per la caduta del fascismo.

Dopo lʼ8 Settembre 1943, data in cui il “Proclama Badoglio” sancisce la fine delle ostilità con le truppe anglo-americane, viene incluso nella lista dei proscritti compilata dai fascisti imolesi. Arrestato una prima volta il 13 Ottobre 1943 sconta la pena nel carcere di S. Giovanni in Monte (Bologna). Le autorità tedesche lʼ11 Novembre 1943 lo assolvono dalle accuse mossegli dai fascisti e lo liberano.

Rientrato a Imola subisce un secondo arresto ed è rinchiuso nella Rocca (Imola).

Il 26 Gennaio 1944, prelevato insieme ai fratelli Alfredo e Romeo Bartolini, Alessandro Bianconcini, Sante Contoli e Antonio Ronchi viene tradotto nel carcere di S. Giovanni in Monte con lʼaccusa di complicità nellʼassassinio del segretario federale Eugenio Facchini. Processato da un tribunale militare costituitosi per decidere della rappresaglia, presieduto dal generale DʼOro, dai tenenti colonnelli Morelli e Petroncini e dal pubblico ministero Cosimini, è accusato di tradimento e di aver fornito ai partigiani materiale sanitario dellʼospedale, accusa questʼultima mossagli per «una delazione circostanziata proveniente dallo stesso ambiente ospedaliero».

Le condanne emesse (otto pene di morte e due pene detentive) sono così motivate: «Per avere dal 25 Luglio 1943 in poi, in territorio del Comando militare regionale, con scritti e con parole, con particolari atteggiamenti consapevoli e volontarie omissioni e con atti idonei ad eccitare gli animi, alimentato in conseguenza lʼatmosfera del disordine e della rivolta e determinato gli autori materiali dellʼomicidio a compiere il delitto allo scopo di sopprimere nella persona del Caduto il difensore della causa che si combatte per lʼindipendenza e lʼunità della patria».

Subisce la fucilazione il 27 Gennaio 1944 al poligono di tiro di Bologna insieme ad Alfredo e Romeo Bartolini, Alessandro Bianconcini, Cesare Budini, Zosimo Marinelli, Silvio Bonfigli, Ezio Cesarini.

Notizia della fucilazione appare sul settimanale comunista clandestino «La Comune» in data 1 Febbraio 1944.

Sante Contoli e Luigi Missoni ricevono le suddette pene detentive.

Il suo nome è stato dato ad una strada di Imola.

 

 

 

 

Il monumento

Il poligono di tiro

Bartolini Alfredo

Bartolini Romeo

Bianconcini Alessandro

Bonfigli Silvio

Budini Cesare

Cesarini Ezio

Marinelli Zosimo

Giù