I giorni della libertà

01 aprile 1944: Remigio Venturoli
Remigio Venturoli è prelevato dai fascisti nel panificio di...
01 aprile 1944: Via della Certosa (mura esterne)
Francesca Edera De Giovanni, Attilio Diolaiti, Egon Brass, D...
18 aprile 1945: Bonvicini Otello
          &nbs...
18 aprile 1945: Via Scandellara
Il gruppo di tredici partigiani appartenenti alla 7ª GAP Gi...
18 aprile 1945: Gruppi Pietro
       Gruppi Pietro. Nasce il 28...
21 aprile 1945: via Caravaggio
Descrizione LapideBentivogli GiuseppeVincenzi Sante
21 aprile 1945: Via Caravaggio
 NELLA NOTTE SUL 21 APRILE 1945GIUSEPPE BENTIVOGLI SOCIALIS...
21 aprile 1945: Liberazione Bologna
XXI APRILE 1945 – XXI APRILE 1970L\'ALBA DEL XXI APRILE 19...
21 aprile 1945: Porta Maggiore
  DA QUESTA PORTA,LA MATTINA DEL 21 APRILE 1945,ENTRARONO ...
25 aprile 1945: Via dello Scalo
  Lapide commemorativa posta a cura del Partito Comunista ...
25 aprile 1945: Via Pietralata
Lapide alla memoria dei partigiani comunisti caduti nella Lo...
25 aprile 1945: Via della Crocetta
  Lapide dedicata ai tredici partigiani del rione caduti n...
25 aprile 1945: Medaglia d'Oro
   Descrizione lapide
25 aprile 1945: Via Giuseppe Bentivogli
La Lapide ricorda i nomi di trentatre caduti della zona di v...
Su

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampa

Giovannini Alceste

giovannini_alceste_1f   giovannini_alceste_1r


 

Giovannini Alceste, «Gino», nasce il 28 Luglio 1908 a Borgo Panigale (BO). Nel 1943 è residente a Bologna. Calzettaio. Divenuto comunista, nel 1936-37 svolge attività illegale. Arrestato, il 1° Dicembre 1938 è condannato a quattro anni di carcere per costituzione del PCI, appartenenza allo stesso e propaganda assieme ad un consistente gruppo di antifascisti bolognesi. Li sconta a Civitavecchia.

Rientrato nella fabbrica Grassigli, viene eletto fiduciario di fabbrica, il suo intento è quello di penetrare all'interno del sindacato fascista. Allʼindomani della caduta del regime è tra gli organizzatori delle manifestazioni di esultanza. A seguito di una sparatoria contro i lavoratori dellʼofficina Minganti resta ferito mentre i quotidiani del 29 Luglio 1943 lo danno per morto.

Dopo lʼ8 Settembre 1943, data del proclama Badoglio, si impegna nellʼorganizzazione dei gruppi partigiani che formano poi la 7ª brigata del Gruppo d'Azione Partigiana Gianni Garibaldi, della quale diventa anche commissario politico.

Viene assassinato il 24 Settembre 1944 dalle brigate nere in via della Battaglia presso il fiume Savena.

Riconosciuto partigiano dal 15 Settembre 1943 al 24 Settembre 1944. Gli è stata conferita la medaglia dʼargento al valor militare alla memoria con la seguente motivazione: «Partigiano ardimentoso compiva numerosi atti di sabotaggio sulle linee di comunicazione avversarie interrompendo il traffico e provocava audacemente lʼesplosione e lʼincendio di un intero treno di carburante nemico. Con valore senza pari e con supremo sprezzo del pericolo dirigeva lʼattacco ad un deposito di materiale di artiglieria e dopo aver eliminato il personale di guardia distruggeva con potenti cariche di esplosivo, ben 36 cannoni anticarro. Catturato durante lʼesecuzione di un ardito colpo di mano, contro un Comando tedesco, benché sottoposto a disumane torture, manteneva fiero contegno e finiva massacrato per non tradire i suoi compagni di lotta». Bologna 8 settembre 1943 - 24 settembre 1944.

Al suo nome è stata intitolata una strada di Bologna.

 

La lapide

La lapide collettiva

La lapide in via Marzabotto

Giù