I giorni della libertà

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01 aprile 1944: Via della Certosa (mura esterne)
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21 aprile 1945: via Caravaggio
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21 aprile 1945: Via Caravaggio
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21 aprile 1945: Liberazione Bologna
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25 aprile 1945: Via Pietralata
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25 aprile 1945: Via della Crocetta
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25 aprile 1945: Via Giuseppe Bentivogli
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Drusiani Dante

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Drusiani Dante, «Tempesta», nasce il 24 Marzo1925 a Porretta Terme. Nel 1943 risiede a Bologna. Ottiene la licenza elementare e lavora come operaio tornitore.

Milita nella 7ª brigata del Gruppo d'Azione Patriottica Gianni Garibaldi con funzione di comandante di compagnia e partecipa a varie azioni a Bologna, tra cui la liberazione dei detenuti politici dal carcere di S. Giovanni in Monte del 9 Agosto 1944, lʼassalto della sede del comando tedesco allʼHotel Baglioni e lʼassalto della polveriera di Villa Contri.

Catturato dai tedeschi è a lungo interrogato e torturato e, infine, fucilato il 14 Dicembre 1944 a Sabbiuno di Paderno.

Riconosciuto partigiano dal 9 Settembre 1943 al 14 Dicembre 1944.

Gli è stata conferita la medaglia dʼoro al valor militare alla memoria con la seguente motivazione: «Partigiano dʼeccezionale valore partecipava a tutte le più audaci imprese compiute dalla VII brigata GAP coprendosi di leggendaria gloria. La liberazione dei duecentocinquata detenuti politici dalle Carceri di S. Giovanni in Monte, lʼattacco alla sede del comando nazifascista, lʼassalto alla polveriera di Villa Contri e mille altre imprese da lui compiute testimoniano il suo epico coraggio. Arrestato dalle SS tedesche teneva fronte ai più assillanti e stringenti interrogatori con lietezza tale da sbalordire gli stessi inquisitori; ad un Maresciallo che lo interrogava su come avesse fatto a uccidere i tanti nemici rispondeva “così” e impossessatosi con slancio fulmineo di una pistola appesa alla parete la puntava sul petto del sottufficiale sbigottito da tanto ardimento. Dopo aver compiuto il superbo gesto, con generosità senza pari, indice della sua grandezza dʼanimo, non faceva partire il colpo che avrebbe freddato il bieco soldato tedesco e con gesto che ha del sublime gettava con disprezzo lʼarma lontana. Il nemico ammirato da tanta fierezza gli consentiva la morte degli eroi e lo fucilava al petto». Bologna, 31 dicembre 1944.

Al suo nome sono state intitolate una strada di Bologna e una scuola elementare.

 

La lapide

Giù