I giorni della libertà

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01 aprile 1944: Via della Certosa (mura esterne)
Francesca Edera De Giovanni, Attilio Diolaiti, Egon Brass, D...
18 aprile 1945: Bonvicini Otello
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18 aprile 1945: Via Scandellara
Il gruppo di tredici partigiani appartenenti alla 7ª GAP Gi...
18 aprile 1945: Gruppi Pietro
       Gruppi Pietro. Nasce il 28...
21 aprile 1945: via Caravaggio
Descrizione LapideBentivogli GiuseppeVincenzi Sante
21 aprile 1945: Via Caravaggio
 NELLA NOTTE SUL 21 APRILE 1945GIUSEPPE BENTIVOGLI SOCIALIS...
21 aprile 1945: Liberazione Bologna
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21 aprile 1945: Porta Maggiore
  DA QUESTA PORTA,LA MATTINA DEL 21 APRILE 1945,ENTRARONO ...
25 aprile 1945: Via dello Scalo
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25 aprile 1945: Via Pietralata
Lapide alla memoria dei partigiani comunisti caduti nella Lo...
25 aprile 1945: Via della Crocetta
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25 aprile 1945: Medaglia d'Oro
   Descrizione lapide
25 aprile 1945: Via Giuseppe Bentivogli
La Lapide ricorda i nomi di trentatre caduti della zona di v...
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Mario Jacchia

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Mario Jacchia, nome di battaglia Rossini, nato a Bologna il 2 gennaio 1896, partigiano iscritto al Partito d'Azione, avvocato, di famiglia di religione ebraica, figlio di Eugenio. Nel 1943 è rappresentante del Partito d'Azione nel Comitato militare del Fronte per la pace e la libertà, primo organismo unitario dell'antifascismo a Bologna, e poi nel Comitato di Liberazione Nazionale. Ufficiale di collegamento tra il partito bolognese e la direzione nazionale di Milano, ispettore delle formazioni partigiane del Partito d'Azione per l'Emila e poi per il comando militare di tutte le forze partigiane del Nord-Emilia. Arrestato dai fascisti il 3 agosto 1944 a Parma in una riunione del comando militare, è consegnato ai tedeschi che lo torturano ferocemente tanto da tentare due volte il suicidio. Il suo corpo non è mai stato ritrovato.

Medaglia d'oro alla memoria:

"Nobile figura di partigiano, fedele all'idea, che fu il credo della sua vita, fu tra i primi ad organizzare i nuclei di Resistenza contro l'oppressione nazi-fascista. Perseguitato per ragioni razziali, ricercato per la sua attività cospirativa e organizzativa, non desistette dall'opera intrapresa con tanto ardore. Nominato Ispettore Militare dell'Emilia, divenne in breve l'animatore del movimento clandestino della Regione, e, senza mai risparmiarsi, sempre rifulse per la forte personalità e per l'indomito coraggio dimostrato durante le frequenti missioni e i sopralluoghi rischiosi per meglio assolvere il suo compito. Sorpreso dalla polizia mentre presiedeva una riunione del suo Comando, veniva arrestato nel tentativo di distruggere tutto il materiale compromettente, compito che aveva assunto per sé dopo avere ordinato ai suoi collaboratori di mettersi in salvo. Sottoposto a stringenti interrogatori si confessò unico responsabile e non pronunciò parola che potesse compromettere l'organizzazione. Dopo aver sopportato lunghi giorni di martirio, fu prelevato dal carcere e soppresso. Fulgido esempio di apostolo della libertà e di eroico sacrificio". Emilias, 8 settembre 1943 - 20 agosto 1944.

Il Comune di Bologna gli ha dedicato una piazza.

 

Descrizione Lapide

Lapide Palazzo di Giustizia

Giù